Blog Museo Nazionale Antartide

Hey guarda qui, adesso sì che siamo in Antartide

febbraio 11th, 2010 Posted in JOIDES | Nessun commento »

Scritto da Travis Hayden venerdì 05 febbraio 2010 – 14:29

Ieri siamo arrivati al nuovo sito. Quello precedente era  330 km lontano dalla costa, ora invece ci troviamo ad appena 20 km. Finalmente si capisce che siamo in Antartide!

La profondità del fondale quì è solo a 1000 metri e noi abbiamo in programma di perforare solo 200 metri. Ma poiché questo sito è così speciale, prenderemo almeno 3 o 4 carote nello stesso punto, a 50 metri una dall’altra, per essere sicuri di avere il massimo recupero possibile, mettendo poi insieme i dati di tutte le carote.

Ma perché questo sito è così importante?

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Ecco il 3° report video della spedizione della JR

febbraio 11th, 2010 Posted in JOIDES | Nessun commento »

Penetrando in profondità, “il mondo in serra”

febbraio 10th, 2010 Posted in JOIDES | Commenti disabilitati

Scritto da Stephen Pekar il 04 febbraio 2010

Abbiamo perforato oltre mille metri ed abbiamo raggiunto i sedimenti che si depositarono nel periodo cosiddetto greenhouse world.

Negli ultimi due giorni abbiamo trovato una sorpresa dopo l’altra nelle nostre carote. Le idee, le ipotesi, i dubbi si sono moltiplicati come bollicine nell’acqua in ebollizione. Mentre si studiavano le carote e si facevano ipotesi, che sembravano sempre più tangibili, improvvisamente recuperavamo dati che le smentivano. Come bollicine che arrivano in superficie e poi si perdono nell’aria.

I due co-chief coordinando le operazioni, chiedevano di verificare i vari possibili quesiti e di controllare le interpretazioni preliminari. Occorreranno molti studi prima di decifrare a pieno il significato dei materiali che abbiamo recuperato, ma di sicuro abbiamo centrato l’obbiettivo: siamo entrati con la nostra trivella nei sedimenti depositi durante il periodo del clima caldo (green-house world).

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La vita sotto i ghiacci

febbraio 8th, 2010 Posted in XXV Spedizione italiana | Nessun commento »

In genere si pensa che in Antartide, sott’acqua, la vita sia scarsa, praticamente assente, forse per ’simmetria’ con ciò che si osserva sul continente, quasi totalmente coperto di ghiaccio.

Odontaster validus, una delle stelle più comuni nelle acque antartiche

Al contrario, vi sono decine e decine di specie già nei primi metri di profondità, spesso coloratissime, come le ‘onnipresenti’ stelle marine della specie Odontaster validus che, al di là del colore sgargiante e dell’aspetto apparentemente innocuo, sono in realtà dei ‘temibili’ predatori in grado, unendosi, di fare soccombere altre specie di invertebrati . Queste piccole stelle sono anche formidabili spazzini, in grado di ‘ripulire’ velocemente il fondale dalle spoglie di organismi morti. Quando si osservano aggregati come quelli raffigurati nella figura a lato, significa che ci si trova, in realtà, innnazi ad un banchetto a cui partecipano tutte le stelle presenti…solo spostando alcune di esse è possibile osservare la sfortunata specie di cui si stanno nutrendo.


Nell'angolo in basso a sinistra due O. validus, unendo le forze, hanno immobilizzato un riccio vivo e ne stanno digerendo i tessuti esterni

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