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App, sviluppata per il Museo Nazionale dell’Antartide – Sezione di Trieste dalla Divulgando S.r.l


Climate in Antarctica from Sediments and Tectonics

CLAST è una applicazione per iPad didattica e interattiva, sviluppata per spiegare argomenti di Geologia e Scienze della Terra.


 

Darwin - L'origine delle specie
Darwin - L'origine delle specie
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Flexhibit

Far lavorare gli studenti come se fossero dei piccoli scienziati che organizzano una mostra sulle scienze polari.


 

Data: 
18/03/2016
Nuove informazioni ottenute dallo studio geologico delle carote di rocce e sedimenti del pozzo di perforazione ANDRILL-SMS e da uno studio complementare di modellazione numerica del comportamento delle calotte di ghiaccio antartiche, appena pubblicate sulla rivista PNAS (Levy et al., 2016; Gasson et al., 2016), mostrano che, nel Miocene medio e inferiore (in un intervallo di tempo compreso tra 23 a 14 milioni di anni fa), il clima della regione polare e i margini delle calotte polari antartiche sono stati fortemente dinamici con molti cicli di cambiamento climatico e di variazione con importanti espansioni e contrazioni dei ghiacci.  Le variazioni di estensione delle calotte di ghiaccio dedotte dalla ricerca del progetto ANDRILL-SMS suggeriscono che le regioni situate alle alte latitudini nell'emisfero meridionale sono state sensibili a variazioni relativamente piccole della CO2 atmosferica (tra 280 e 500 ppm). Un risultato importante è fornito dalle ricostruzioni degli scenari ambientali durante le fasi con clima più caldo. Lo studio evidenzia infatti una significativa contrazione delle calotte, che si sarebbero ritirate dalla linea di costa ben all'interno nel continente antartico, in condizioni atmosferiche di CO2 simili a quelle previste per i prossimi secoli.
In particolare i dati ambientali estratti dallo studio delle carote ANDRILL-SMS, in accordo con il record paleoclimatico a scala globale basato sull'analisi dei sedimenti di mare profondo,  indicano che  mentre la variabilità ciclica è attribuibile a cause astronomiche (in particolare le  variazioni di eccentricità dell'orbita terrestre) le oscillazioni più estreme sono connesse a variazioni dei contenuti  di CO2, che risulterebbe quindi il principale fattore in gioco capace di modulare l'estensione della calotta di ghiaccio. In particolare, le condizioni più fredde e di massima espansione delle calotte  si sarebbero verificate in genere durante minimi di eccentricità e con contenuti bassi (<400 ppm) in CO2 atmosferica. Invece, le condizioni di clima più caldo e di massimo  ritiro delle calotte  trovano una evidente corrispondenza temporale con fasi di   massima eccentricità e intervalli di elevata CO2 (≥500 ppm).
Il progetto ANDRILL-SMS (www.andrill.org) è stato co-diretto da David Harwood (Lincoln University, USA), Fabio Florindo (direttore della Struttura Ambiente dell’INGV) e Richard Levy (GNS, NZ), affiancati da Franco Talarico (Università di Siena), presidente del Comitato Scientifico direttivo  McMurdo-ANDRILL (M-ASIC) e responsabile del settore di indagini di petrologia, Gary Acton (USA) per la geocronologia e paleomagnetismo, Kurt Panter (USA) per la  vulcanologia, Timothy Paulsen (USA) per la geologia strutturale, e Marco Taviani (CNR), per il settore delle indagini di paleontologia.
Il gruppo di ricerca italiano coinvolto nel progetto e nella pubblicazione comprende 18 ricercatori delle università di Milano-Bicocca, Padova, Pisa, Roma Tre e Siena, dell'INGV e del CNR.
I risultati sostanziano quelli di un precedente progetto di perforazione, sempre nella stessa regione (ANDRILL-MIS) e pubblicati sulla rivista Nature (Naish et al., 2009), che sono stati anche considerati e discussi, per apportare dati utili alla migliore comprensione della risposta dei ghiacci antartici ai cambiamenti climatici, nel Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici dell'IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Questi studi avevano già evidenziato scenari di forte contrazione delle calotte antartiche, in particolare di quella occidentale, corrispondenti a circa 10 m di innalzamento del mare, in un altro intervallo “caldo” del passato, nel Pliocene inferiore  (tra ca. 5 e 3 milioni di anni fa)  quando la T media alla superficie terrestre è stata ca. 3° maggiore di quella media attuale, e l'atmosfera con valori di CO2  simili a quelli attuali.
 
Franco Talarico
 

Riferimenti bibliografici: