Sede di Genova

 

La stragrande maggioranza della comunità scientifica ritiene inequivocabile l’attuale surriscaldamento del pianeta e ritiene elevata la probabilità che nei prossimi decenni il pianeta dovrà fronteggiare cambiamenti climatici, originati dalle attività umane, molto pericolosi per le persone e gli ecosistemi che abitano il pianeta.


Nonostante questo, l’ampia diffusione di argomentazioni senza fondamenti scientifici, che negano l’esistenza della crisi climatica, a volte veri e propri miti e leggende metropolitane, fa sì che la percezione pubblica delle cause della crisi climatica non sta progredendo di pari passo con la crescita del problema.


Poco si discute della grande dimensione etica del problema climatico, che riguarda in larga parte le generazioni future, a cui lasceremo un clima diverso da quello attuale. È oggi assente nel dibattito sulla crisi climatica una visione di lungo periodo, della comprensione del problema in un’ottica plurisecolare, come avvio di processi (la fusione delle calotte polari, l’innalzamento del mare) pericolosi in quanto inarrestabili una volta avviati. È forse per bilanciare questa scarsa lungimiranza che i rischi per l’immediato vengono invece esasperati, più di quanto i rapporti scientifici effettivamente giustifichino.


Lo sforzo necessario per contrastare i cambiamenti climatici rappresenta qualcosa di epocale, richiede una rapida conversione delle tecnologie con cui si produce e consuma l’energia nonché una modifica degli stili di vita più impattanti. Prepararsi al cambiamento, decarbonizzare l’economia mondiale per limitare i danni e limitare la nostra dipendenza dai combustibili fossili, rappresenta oggi una delle più grandi sfide che la società attuale si trova ad affrontare.


Relatore: Stefano Caserini
Ingegnere ambientale e Dottore di Ricerca, svolge attività di ricerca e consulenza nel settore dell’inquinamento dell’aria, degli inventari delle emissioni, delle strategie di riduzione delle emissioni in atmosfera e più recentemente dei cambiamenti climatici.
Titolare del corso di Fenomeni di Inquinamento al Politecnico di Milano, è autore di pubblicazioni scientifiche e divulgative. Ha pubblicato nel 2008 il libro “A qualcuno piace caldo” e nel 2009 “Guida alle leggende sul clima che cambia”.
Ha fondato e coordina il blog www.climalteranti.it.

Pagina web de I bambini e il Pianeta

 
 

ESPLORARE L’ESTREMO
19, 20, 21 maggio

Sala Conferenze della LEGA NAVALE ITALIANA
Molo Fratelli Bandiera, 9
Trieste


Tre giorni di incontri con scienziati, esploratori, curatori di musei scientifici per svelare i segreti degli ambienti estremi.

Saranno presenti:

Don Walsh, che nel 1960 insieme a Jacques Piccard, si immerse con il Batiscafo Trieste nella fossa delle Marianne, la più profonda al mondo (10.902 m) localizzata sul fondo dell'oceano vicino al Giappone.

Filippo Giorgi, Premio Nobel per la Pace 2007, come membro dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change)

www.deepestdive.com

Per informazioni tel.: 040 - 558 6120/6123/6124/6125
Ingresso libero

 

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rapporto sul clima in antartide:
Antarctic Climate Change and the Environment (ACCE),
a cura del Scientific Committee on Antarctic Research (SCAR)


ACCE è la prima pubblicazione onnicomprensiva sullo stato del clima in Antartide e sul suo influsso sul sistema climatico globale. Verrà messo in rete e pubblicato dallo SCAR l’01.12.2009. Questo volume di oltre 500 pagine riassume gli studi più recenti sull’Antartide, identifica aree di ricerca future ed affronta questioni urgenti, che i policy maker dovranno affrontare, relative allo scioglimento dei ghiacci, all’aumento di livello dei mari ed alla biodiversità.

ACCE è stato redatto da nove scienziati, aiutati dal contributo di oltre cento ricercatori di tutto il mondo.
Si concentra sull’impatto e sulle conseguenze del rapido riscaldamento della Penisola Antartica e dell’Oceano Meridionale, sulla rapida diminuzione del ghiaccio in parti dell’Antartide e sull’aumento del ghiaccio marino intorno al continente, sull’impatto del cambio climatico su piante ed animali dell’Antartide, sull’aumento senza precedenti dei livelli di anidride carbonica, sul rapporto tra cambiamenti climatici indotti dall’uomo e variazioni naturali, e sulla straordinaria scoperta che oggi il buco dell'ozono sta proteggendo la maggior parte dell'Antartide dal riscaldamento globale.

Ha detto il Dr Colin Summerhayes, Direttore Esecutivo dello SCAR: “L’Antartide è una fonte senza rivali di informazioni sul nostro pianeta. ACCE descrive ciò che sappiamo oggi, ed illustra come l’attività dell'uomo sta provocando cambi climatici rapidi. Attraverso l’integrazione di questa conoscenza multidisciplinare in questa singola opera, aiuteremo gli scienziati ed i policy maker a comprendere la distinzione tra i 2 cambiamenti ambientali legati ai cicli naturali della Terra e quelli causati dall’uomo. ACCE è particolarmente importante, perché inquadra il cambio climatico in Antartide nel contesto generale e ne rivela l'impatto sul resto del pianeta”.
Ha detto il Prof John Turner, Editore-capo del rapporto, British Antarctic Survey: “Per me l’evidenza più stupefacente è il modo mediante il quale un impatto causato dall’uomo, il buco dell’ozono, ha schermato la maggior parte dell’Antartide da un altro impatto causato dall'uomo, il riscaldamento globale. Capire la complessità che caratterizza questi fatti è una grande sfida per gli scienziati. E’ essenziale essere in grado di comunicare tutto ciò alla società ed ai policy maker. Non vi è dubbio che il mondo sta cambiando e che l’attività umana sta accelerando i cambiamenti globali. ACCE costituisce un grande passo avanti, mettendo a disposizione una singola fonte che raccoglie le migliori e più recenti conoscenze scientifiche sull’argomento.
Esso prefigura lo scenario della futura ricerca in Antartide e fornisce le conoscenze di cui abbiamo tutti bisogno per poter convivere con i cambiamenti globali.

Per contattare gli editori:
Dr Colin Summerhayes, Executive Director, Scientific Committee on Antarctic Research (SCAR), Scott Polar
Research Institute. Tel: +44 (0)1223 336542; cps32@cam.ac.uk
Prof John Turner, British Antarctic Survey. Tel: +44 (0)1223 221485; jtu@bas.ac.uk
Dr Robert Bindschadler, Chief Scientist, Hydrospheric and Biospheric Sciences Laboratory, NASA Goddard Space
Flight Center, Robert.A.Bindschadler@nasa.gov
Dr Peter Convey, British Antarctic Survey. Tel: +44 (0)1223 221588; pcon@bas.ac.uk
Prof Guido di Prisco (CSNA), Institute of Protein Biochemistry, CNR, Napoli. Tel: +39 081 6132 710;
g.diprisco@ibp.cnr.it
Prof Eberhard Fahrbach, Alfred Wegener Institute, Germany. Tel: +49 (0) 471 48311820;
Eberhard.Fahrbach@awi.de
Dr Julian Gutt, Alfred Wegener Institute, Germany. Tel: +49 (0) 471 483 1333; Julian.Gutt@awi.de
Dr Dominic Hodgson, British Antarctic Survey. Tel: +44 (0)1223 221635; daho@bas.ac.uk
Prof Paul Mayewski, Climate Change Institute, University of Maine, USA. Tel: 1-207-581-3019;
paul.mayewski@maine.edu

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Un concorso a premi per attività didattiche interattive:

Progetto I-CLEEN

Cento euro per ogni esperienza didattica di valore!


Un premio per ogni esperienza didattica di valore!
È questo lo slogan del concorso "Un'esperienza che vale", valido dal 20 Gennaio al 15 Aprile 2010.
L'iniziativa è promossa dal progetto I-CLEEN (Interrogarsi su CLima E ENergia) del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento, si rivolge a insegnanti ed educatori che operano nell’ambito delle Scienze della Terra.

Lo scopo del concorso è di raccogliere e premiare attività didattiche già svolte, dotate di una spiccata impronta innovativa quali ad esempio: attività di laboratorio, al computer, esperienze di apprendimento cooperativo, attività associate a simulatori e simili. Il destinatario del riconoscimento (fissato nella cifra di 100 euro) sarà qualsiasi autore di una lezione non-frontale che riesca a coinvolgere, motivare e stupire gli studenti con la magia delle Scienze del Sistema Terra.

La redazione del progetto I-CLEEN valuterà attentamente ogni proposta di attività e la pubblicherà nuovamente (con licenza Creative Commons) dopo un lavoro di revisione e standardizzazione editoriale. I materiali confluiranno nell'archivio del progetto I-CLEEN, a disposizione gratuitamente dell’intera comunità scolastica, affinché l’esperienza possa essere agevolmente svolta da altri insegnanti.

Il progetto I-CLEEN è un progetto web collaborativo ideato, realizzato e gestito interamente da insegnanti di scienze di comprovata esperienza. I due ingredienti principali del progetto sono la condivisione di pratiche didattiche e l'uso delle nuove tecnologie. Entrambi gli elementi vengono utilizzati da un progetto che è il frutto di un intenso cammino di collaborazione e condivisione di esperienze tra i membri della redazione, e che è reso possibile tramite l'adozione di strumenti tecnologici innovativi appartenenti al web 2.0.

Per partecipare, info e contatti: www.icleen.museum

 

 


In diretta dall'Antartide a bordo della nave oceanografica Joides Resolution

A bordo della nave oceanografica Joides resolution siamo un gruppo di 50 tra ricercatori e tecnici di varie nazionalità esperti di perforazione dei sedimenti marini oceanici.

La Spedizione scientifica “Storia glaciale della Terra di Wilkes” è partita da Wellington, Nuova Zelanda, il 4 gennaio 2010 e terminerà a Hobart, Tasmania, il 9 marzo 2010. Al largo della costa antartica, raccoglieremo “carote” (porzioni cilindriche) di roccia dal fondo del mare per studiare quando e perchè la calotta glaciale ha iniziato a formarsi in Antartide come la calotta è aumentata o diminuita negli ultimi 35 milioni di anni.

Il nostro obiettivo è quello di approfondire le conoscenze sulle interazioni tra clima, variazioni della calotta polare e correnti oceaniche. Le carote di sedimenti, analizzate nei laboratori della nave, riguardano un periodo climatico della storia della Terra che è stato particolarmente caldo, pensate a palme e coccodrilli ai poli al posto di orsi e pinguini!

In uno dei punti di perforazione speriamo di ottenere una ricostruzione ad altissima risoluzione degli ultimi 10.000 anni; i sedimenti sono stati depositi quì in modo talmente veloce che ogni strato annuale è spesso circa 3 cm. Ci auguriamo che ci permetta di ottenere una ricostruzione del clima simile a quanto ci forniscono gli anelli del tronco delle piante.

Perchè stiamo facendo questo? Se vogliamo avere qualche possibilità di sapere come il clima cambierà nel futuro, noi dobbiamo capire come il sistema climatico (aria, ghiaccio, oceani) si è comportato nel passato. I sedimenti depositati sul fondale marino registrano le condizioni climatiche ed oceanografiche al momento in cui sono stati depositati – le nostre “carote di sedimento sono l'unico ed il migliore modo per ottenere queste importanti informazioni.

 

Segui i momenti salienti dell'esplorazione nella sezione BLOG MNA!

 

 

 

invito

manifesto


Le regioni più fredde della Terra, due delicati ecosistemi, risentono maggiormente dei grandi cambiamenti climatici e ambientali che stanno modificando il nostro Pianeta, mettendo a rischio la vita in aree bio-geografiche e politiche fragili quali le zone circumpolari.

Tra le terre estreme e più difficili da raggiungere, esse sono rimaste a lungo incontaminate e preservate dall’azione nefasta dell’uomo moderno. Esse sono state le prime a dare dei segnali allarmanti sulle variazioni del clima e dell’ambiente e, oggi, sono riconosciute come l’ago della bilancia del cambiamento climatico. Negli ultimi anni, poi, su di esse si è concentrata l’attenzione delle potenze economiche bramose di sfruttarne le grandi ricchezze minerali presenti nel sottosuolo.

L’allarme che parte dal mondo scientifico è dovuto al modo repentino con cui i fenomeni si stanno manifestando: non siamo in presenza di cicli naturali del Pianeta, ma presumibilmente di effetti nefasti causati dall’attività umana, le cui conseguenze dureranno per molto tempo.

Nell’Artico, popoli con culture millenarie e vita animale si incrociano e si scontrano con azioni e operazioni - nemmeno tanto dissimulate - volte a ottenere sui territori da essi abitati prelazioni e privilegi. Il rispetto dell’ambiente rimane di fatto una possibile opzione, ma non esiste un protocollo internazionale che tuteli queste aree.

Nell’Antartico la situazione è molto diversa. Apparentemente la calotta antartica è ancora “vergine”, ufficialmente vi si svolge soltanto ricerca scientifica e un Trattato Internazionale vigila sulle operazioni in corso, ma solo fino al 2059.

Apparentemente ambedue le aree circumpolari hanno una vita a sé ed i Paesi della fascia temperata del globo non paiono subire conseguenze riconducibili a relazioni di interdipendenza o di causa-effetto con la situazione presente ai Poli.

Ma è solo un’illusione, una forma di inconsapevolezza.

In realtà ciò che accade tra i due Circoli Polari e i Poli ricade sulle aree temperate. E’ solo questione di tempo. La fusione dei ghiacci, l’innalzamento dei livelli degli oceani, il buco nell’ozono, l’estinzione di popoli autoctoni e di numerose specie di fauna e flora artica sono soltanto i più evidenti e i più popolari fenomeni da cui l’opinione pubblica viene ogni tanto lambita.

Lambita, appunto, e non scossa.

L’opinione pubblica ha bisogno di una terapia d’urto per non dimenticare e, se possibile, per vigilare meglio. Un Anno Polare Internazionale ogni 50 anni - l’ultimo appena concluso e con scarsa visibilità mediatica - non è sufficiente per tenere viva l’attenzione. Servono costanza e strategie.

La proposta è di:
• esortare i Governi mondiali ad attivarsi quanto prima con azioni concrete a favore della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra ed a limitare il consumo incontrollato delle risorse del Pianeta;
• sostenere la comunità scientifica internazionale nel lavoro di ricerca sui Poli;
• stimolare le Amministrazioni Pubbliche (Biblioteche, Scuole, Comuni ecc.), a proporre periodicamente eventi culturali, scientifici, workshop e produzioni editoriali nei loro piani programmatici: mostre, conferenze, interventi di lavoro con gli studenti possono rendere Artide e Antartide più familiari, meno “gelide”, più presenti nei pensieri di tutti i giorni, meno indifferenti, meno lontane;
• promuovere a tutti i livelli istituzionali attività di comunicazione volte a informare sui rischi connessi al mantenimento dello status quo;
• ascoltare la voce dei popoli artici, che sono stati tra i primi a subire gli effetti negativi dei cambiamenti climatici ed a denunciare la gravità della situazione;
• invitare tutti i cittadini del mondo ad essere quotidianamente consapevoli che proprio dalle azioni semplici e quotidiane si può iniziare a migliorare il futuro che lasceremo in eredità ai nostri figli.

Bergamo / Torino 01 dicembre 2009 Ada Grilli, Giornalista
Gabriella A. Massa, Archeologa Inuitologa

Per informazioni: hhttp://ilmanifestoperipoli.wordpress.com
manifestoperipoli@gmail.com

 

 

 

Davide SAPIENZA
al MUSEO NAZIONALE DELL'ANTARTIDE
GIOVEDI 19 NOVEMBRE, ore 18.00

presentazione del libro “I DIARI DEL POLO”di R.F. Scott

(ediz. Carte Scoperte) http://www.cartescoperte.it/ultime_uscite.asp

con la nuova traduzione di Davide Sapienza dei taccuini che l’esploratore inglese portò con sé durante la marcia verso il Polo Sud

CARTE SCOPERTE di Milano ha fatto uscire quest’estate (luglio 2009) la prima traduzione MODERNA dei taccuini che Robert Falcon Scott porto con sé per le proprie annotazioni durante l’estenuante e tragica marcia dal campo base a Cape Evans - sul Mare di Ross - fino al Polo Sud, nell’estate australe del 1911
Come altre storie dell’esplorazione polare, sia in Artide che in Antartide, le annotazioni di Scott sono il resoconto di un’avventura che assume i toni di una mitologia moderna. E Sapienza rivive e fa rivivere i momenti più semplici e quelli più alti di questa vicenda anche per la sua esperienza diretta dell’ambiente polare, del freddo e della neve.
Con la prefazione di Filippo Tuena, autore di quell’ “Ultimo parallelo” del sud estremo, intorno ai DIARI DEL POLO si è creata un’accoppiata letterario-polare difficilmente ripetibile.

Una serata da non perdere!!

igresso libero

Museo Nazionale dell'Antartide
Palazzina Millo - I° piano - Area Porto Antico - Genova
tel. 010 25 43 690 - e-mail: mna@unige.it


tutte le attività sono su PRENOTAZIONE

Scarica il pdf dell'evento

 

Presso la sede di genova

Programma di attività novembre– dicembre 2009



Sabato 7 novembre, h 15.00



MARCIA DEL PINGUINO

La versione antartica del gioco dell'oca. I bambini, come giovani pinguini, si spostano lungo il percorso allo stesso modo dei segnalini sul tabellone di gioco, superando prove di abilità, risolvendo indovinelli e confidando nella fortuna.

Età consigliata: 4 - 9 anni
prezzo euro 6,00 a partecipante (compreso il biglietto d'ingresso)

 


GIOVEDI' 19 NOVEMBRE

ore 10.00 presentazione per le scuole
ore 18.00 incontro con il pubblico


presentazione del libro "I DIARI DEL POLO" (ediz. Carte Scoperte) - la NUOVA traduzione di Davide Sapienza dei taccuini che l'esploratore R.F. Scott portò con sé durante la marcia verso il Polo Sud.

INCONTRO con il giornalista, scrittore, esploratore artico, Davide Sapienza recente traduttore anche delle opere di Jack London, dedicato alle scuole ed agli amanti della letteratura dei Poli.
INGRESSO LIBERO

 

domenica 22 NOVEMBRE
, h 15.00

GIOVANI SCIENZiATI TRA I GHIACCI

Osservando e giocando insieme agli animatori, gli scienziati in erba cercano di scoprire quali strani animali vivono nelle gelide acque polari. Con microscopi e videocamere il giovane pubblico dovrà lavorare come in un laboratorio per riconoscere i campioni e i reperti misteriosi e "classificarli" correttamente. Per tutti l' attestato di "SCIENZIATO ANTARTICO".

Età consigliata: 8 - 13 anni.
prezzo euro 6,00 a partecipante (compreso il biglietto d'ingresso).
 

GIOVEDI 3 DICEMBRE - ore 10.30 - 12.00


presentazione del libro "PAPA' IN ANTARTIDE" edito da edizioni Corsare INCONTRO CON GLI AUTORI, Silvia Vecchini e Antonio Vincenti rivolto soprattutto alle scuole.

Animazione con l'illustratore Antonio Vincenti dedicata ai bambini dai 6 agli 11 anni

INGRESSO LIBERO
 

SABATO 12 DICEMBRE - ore 15.00


PINGUINO ACCHIAPPASOGNI

I bambini saranno invitati alla "drammatizzazione" di una fiaba partecipando così ad un gioco imitativo e di simulazione, un gioco di mimo arricchito di parole.
Età consigliata: 4 - 7 anni
prezzo euro 6,00 a partecipante (compreso il biglietto d'ingresso).