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L'anello fondamentale
della catena trofica marina è rappresentato dal krill; il
suo principale componente è un gamberetto di pochi cm di
lunghezza (Euphausia superba),
presente in quantitativi talmente elevati da costituire la
più importante risorsa alimentare per uccelli,
cetacei, foche, pesci, cefalopodi ed altri organismi marini. |
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Euphausia superba
(krill)
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Schema della catena trofica
In inverno, quando la superficie del mare è
coperta dai ghiacci, il krill si nutre di microalghe (soprattutto diatomee),
di copepodi ed altri organismi dello zooplancton.
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Zooplancton
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Fitoplancton
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In primavera, man mano che il ghiaccio scompare,
la notevole disponibilità di luce e di nutrienti determina la fioritura
delle alghe, che favoriscono lo sviluppo di enormi quantità di krill
(anche milioni di individui per km2).
La materia organica così prodotta nelle
poche settimane estive è in grado di sostenere tutti gli organismi
marini anche durante i mesi invernali.
Gli uccelli (albatri, procellarie e pinguini) consumano
circa 50 milioni di tonnellate di krill e giocano un ruolo ecologico importante
nelle aree deglaciate costiere poiché con il loro guano contribuiscono
ad arricchire di nutrienti il substrato e favoriscono la crescita di alghe,
muschi e licheni.
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Albatro in volo
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Una sterna porta
nutrimento al nido
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Una decina di specie di cetacei,
durante l'estate australe, si spinge nelle acque dell'Oceano Meridionale
alla ricerca di cibo. quelli dotati di fanoni, come le balene, le balenottere
e le megattere si riproducono nelle acque delle regioni sub-tropicali,
dove c'è scarsa disponibilità di plancton, ed in primavera
migrano per migliaia di km verso sud, seguendo il fronte del ghiaccio marino.
Per 3-4 mesi le balene si nutrono quasi esclusivamente di krill: un individuo
adulto può consumarne anche tre tonnellate al giorno.
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Megattera |
Balenottera |
Balenottera minore |
Le orche, cetacei dotati di denti, vanno a nutrirsi
nelle acque antartiche soprattutto di pinguini e di foche, ma nella loro
dieta possono rientrare anche pesci, calamari, uccelli marini ed addirittura
altri cetacei. Il capodoglio, pur essendo provvisto di denti ed avendo
dimensioni nettamente superiori a quelle delle orche si nutre quasi esclusivamente
di calamari.
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Un'orca a caccia di pinguini |
Un'orca allatta il suo piccolo |
I calamari rappresentano il principale gruppo di
cefalopodi trovato nelle acque dell'Oceano Meridionale. Sono fra i principali
predatori di krill e rappresentano una importante risorsa alimentare per
cetacei, foche, uccelli e pesci.
Un totano gigante (lunghezza circa
8 m)
Solo 120 specie di pesci sono riuscite ad adattarsi
alle particolari condizioni ambientali dell'Oceano Meridionale. Quasi tutte
vivono e si riproducono nella piattaforma continentale, spesso in prossimità
del fondo e consumano circa 10-20 milioni di tonnellate di krill.
| Il merluzzo antartico (Dissostichus
mawsoni; a destra) è uno dei pesci più grandi di
tutto l'Oceano Meridionale, con una lunghezza di oltre 1 m e si può
ritrovare tra 100 e 1600 m di profondità. |
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