L'Antartide è un continente unico non solo dal punto di vista climatico e ambientale ma anche da quello geologico. L'Antartide, infatti, si distingue dagli altri continenti per essere quasi totalmente coperta da ghiaccio e per la quasi totale assenza di attività sismica. La glaciazione però è una condizione alquanto recente essendo stato il continente libero dai ghiacci per la maggior parte della sua storia geologica. Altri caratteri distintivi sono la presenza di rocce antichissime e di altissima temperatura (1000 °C) che risalgono ai primordi della storia della Terra, il complesso di subduzione che ha determinato la aggregazione dei microcontinenti che formano l'Antartide occidentale e le locali concentrazioni di meteoriti sulla superficie del ghiaccio. L'Antartide costituisce quindi un grande laboratorio dove è possibile studiare i cambiamenti globali che hanno interessato il nostro pianeta dalla formazione dei primi nuclei continentali (circa 4 miliardi di anni fa) fino alla glaciazione attuale e che ha avuto importanti riflessi non solo nella geologia ma anche nella evoluzione degli organismi viventi.

 

 

Il basamento cristallino dell'orogenesi eo-Paleozoica di Ross è completamente eroso e peneplanato, ed è ricoperto dalle sequenze Gondwaniane delle arenarie di Beacon (Permo-Trias) e delle vulcaniti di Ferrar (Giurassiche) (Morozumi Range). Foto: C.A. Ricci.

 

Lineamenti geologici dell'Antartide

Il continente antartico è solitamente diviso in due province geologiche fisiograficamente e geologicamente separate da una catena montuosa, le Montagne Transantartiche, che si estendono per oltre 3 000 Km dal mare di Ross al mare di Weddell. La prima provincia, l'Antartide orientale, è la più estesa essendo compresa fra le longitudini 40°W e 155°E, mentre la seconda, l'Antartide occidentale, si affaccia sull'oceano Pacifico, e comprende la penisola Antartica. Le rocce esposte costituiscono meno del 5% dell'area del continente e sono concentrate lungo le zone costiere, le Montagne Transantartiche e la Penisola Antartica. L'Antartide orientale è un tipico "cratone continentale" costituito da rocce cristalline (metamorfiche e magmatiche) di età che vanno dall'Archeano (> 2500 milioni di anni (Ma)) al Proterozoico (>600 Ma) sormontate da rocce più giovani di origine sedimentaria e vulcanica. Lungo il margine occidentale del cratone si sviluppa l'orogene di Ross – una fascia di rocce metamorfiche e deformate, abbondantemente intruse da corpi granitici - di età Cambro-Ordoviciana (c. 500 Ma). L'Antartide occidentale è il risultato dell'aggregazione di microcontinenti ed è composto da rocce metamorfiche e magmatiche di età non precedente al Cambriano. Attualmente, sulla base della distribuzione spazio-temporale delle rocce, vengono distinte due fasce orogeniche sub-parallele al margine pacifico: l'orogene Ellsworth/Weddell di età tardo paleozoico-mesozoica (c. 230-180 Ma) e l'orogene andino di età mesozoico-cenozoica (<100 Ma). In definitiva sulla base dei caratteri strutturali ed età, spostandoci da oriente ad occidente si riconoscono: una zona stabile e molto antica (cratone Antartico orientale), tre fasce di rocce metamorfiche e magmatiche di età decrescente dalle Montagne Transantartiche alla costa dell'Antartide occidentale (Orogene di Ross , Orogene di Ellsworth e Orogene Andino) e una provincia vulcanica Cenozoica nella penisola Antartica. In Antartide quindi l'attività geologica si è progressivamente spostata nel tempo da oriente verso occidente ed in particolare il bordo pacifico del continente ha costituito un margine continentale attivo dal tardo Precambriano sino al Cenozoico.

Schema geologico-strutturale dell'Antartide.

 

L'Antartide e i supercontinenti Rodinia e Gondwana

 

Il supercontinente Gondwana Il Gondwana è un supercontinente che è esistito fra 500 e 150 milioni di anni fa. La sua ricostruzione è basata sulle corrispondenze morfologiche e dalla comune storia gelogica documentata dalle rocce che sono presenti nei vari continenti. La figura evidenzia in modo schematico i nuclei archeani (>2500 Ma) e quelli proterozoici (2500-600 Ma); le fasce orogeniche di Ross (450-600 Ma), di Ellsworth (200-230 Ma) ed Andina (200-65 Ma). La ricostruzione colloca l'Antartide orientale al Polo Sud attuale. Ma: milioni di anni.

Schema della distribuzione dei principali blocchi che costituivano il supercontinente di Rodinia. La ricostruzione di Rodinia è basata sulla presenza nei diversi continenti di rocce della stessa età ed appartenenti alle catene orogeniche comprese fra 1100 e 1300 milioni di anni.

L'amalgamazione e la frammentazione dei supercontinenti è un processo che si è ripetuto più volte nella storia della Terra ed è un tema di ricerca di grande attualità in quanto ha profonda influenza sul livello marino, sulla entità e distribuzione dei bacini sedimentari, sul tasso di erosione continentale, sulla distribuzione, migrazione e diversificazione degli organismi terrestri e marini. Per ricrostruire i processi di aggregazione o frammentazione dei supercontinenti i geologi si basano essenzialmente su due principi: 1) la corrispondenza morfologica dei margini dei continenti e 2) la continuità di elementi geologici della stessa età fra continenti separati (ideali sono a questo proposito le strutture a sviluppo lineare come le catene orogeniche). Così come è possibile leggere una pagina di giornale stracciata, quando se ne facciano coincidere i margini e corrispondere le righe, è anche possibile ricostruire la distribuzione dei continenti nel passato geologico. Questa metodologia è stata ampiamente utilizzata per ricostruire il supercontinente di Gondwana ma anche per ipotizzare l'esistenza di altri supercontinenti di età Precambriana quale il supercontinente Rodinia. Secondo una recente ipotesi nel tardo Precambriano, sarebbe esistito un altro supercontinente comprendente l'Antartide orientale, il sud America, l'Africa, l'Australia, l'India e il nord America (Laurentia). Il coinvolgimento di tutti questi continenti in Rodinia è fondamentalmente basato sull'esistenza di rocce della stessa età appartenenti alle orogenesi comprese fra 1100 e 1300 milioni di anni. A partire dal Cambriano, Laurentia si sarebbe separato, e ruotando in senso orario intorno a sud America e Africa si è allontanato fino a raggiungere l'emisfero boreale.

 

L'evoluzione del supercontinente Gondwana

La storia dell'Antartide nel supercontinente Gondwana è lunga e variegata. Dopo la completa amalgamazione di Gondwana (circa 500 milioni di anni fa), l'Antartide, si è trovata in posizione polare in epoca Carbonifero-Permiana, ciò ha determinato una glaciazione che ha portato allo sviluppo di una calotta glaciale più grande di quella che copre l'Antartide attualmente, le cui tracce, in termini di modellamento e depositi glaciali, sono presenti oltre che in Antartide anche in Australia, sud America, Africa, India. Successivamente (tardo Permiano) Gondwana iniziò a migrare verso latitudini intermedie ed il clima divenne progressivamente più mite: cominciarono a svilupparsi delle grandi foreste a Glossopteris, una flora decidua, esclusiva dell'emisfero meridionale, che è testimoniata dalla presenza di foglie e tronchi fossili in rocce sedimentarie di età Permo-Triassica. Nel Trias un rettile erbivoro noto come Lystrosaurus, vive in Australia, sud America, India oltre che in Antartide. Tenendo presente le scarse capacità natatorie su lunghe distanze di tale rettile e che quindi questi poteva spostarsi da un punto all'altro dei vari continenti solo attraverso la terra ferma, la contemporanea presenza del listrosauro in queste differenti regioni, è un importante prova a sostegno dell'esistenza di un unico continente, nell'intervallo di tempo tra il Carbonifero e il Giurassico.

La glaciazione Permo-Carbonifera ha determinato lo sviluppo di una calotta glaciale che ha lasciato tracce in Antartide, Australia, India, sud Africa e sud America.

Foglie fossili di Glossopteris indica presenti in tutto il Gondwana dopo la glaciazione Permiana. Foto: P. Barrett.

 

Tronco fossile di Glossopteris nelle Arenarie di Beacon della Terra Vittoria settentrionale (età Permo-Triassica), che testimonia la presenza in Antartide di foreste di conifere dopo la glaciazione Permo-Carbonifera. Foto: C. A. Ricci.

 

Ricostruzione dello scheletro di Lystrosaurus, un rettile erbivoro alto circa un metro e lungo quasi due metri che in grandi mandrie abitava varie regioni del supercontinente Gondwana durante il Trias. Foto: P. Barrett.

 

Frammentazione di Gondwana e isolamento dell'Antartide

Alcuni stadi della frammentazione di Gondwana. La ricostruzione è una proiezione stereografica polare centrata sulla attuale posizione del Polo Sud. In blu sono indicati i continenti e in giallo i bacini epicontinentali.

 

La storia post-Giurassica di Gondwana è caratterizzata dalla frammentazione dei vari blocchi continentali e dal loro successivo allontanamento verso le attuali posizioni. Il primo episodio (a) si è verificato (c. 130 Ma) ed ha interessato il Gondwana occidentale con lo sviluppo dell'oceano proto-Indiano e la separazione di Africa e sud America. A 125 Ma comincia ad aprirsi l'Atlantico meridionale che porterà intorno a 80 Ma di anni fa alla separazione fra Africa e sud America. A 110 Ma (b), l'apertura di un ramo laterale dell' Indiano conduce alla separazione dell'India che comincia la sua migrazione verso nord, fino alla collisione con l'Asia e conseguente creazione della catena Hymalaiana. Intorno a 60 Ma si fa risalire la separazione Antartide – Australia, ma è circa 30 Ma fa (c), che in seguito al distacco della Penisola Antartica dal sud America, con la formazione dello stretto di Drake e lo sviluppo della corrente circumpolare antartica, che l'Antartide raggiunse il completo isolamento intorno al polo sud (d) che determinerà lo sviluppo della potente calotta glaciale.

 

  

 

Sezione curata da R. Palmeri e C.A. Ricci