I laghi subglaciali sono corpi d'acqua racchiusi tra la base della colonna glaciale ed il substrato roccioso. La loro esistenza è stata scoperta, casualmente, attraverso una lunga serie di indagini di tipo geofisico condotte a partire dagli anni '60. Fino ad oggi nessun lago è stato raggiunto.

Il primo ad ipotizzare l'esistenza di questi laghi fu Q. de Robin nel 1970. Analizzando i profili radar nella regione di Vostok, osservò alcune riflessioni profonde con caratteristiche del tutte differenti da quelle tipiche del fondo roccioso: riflessioni perfettamente piatte per alcuni chilometri, con alta riflettività e con ampiezze del segnale riflesso costante.

 

morfologia della superfiche della calotta antartica

 

  Morfologia della superficie della calotta antartica nell'area della Stazione russa Vostok rilevata dal satellite ERS-1.
Le quote sono riferite all'attuale livello del mare.
La distanza tra i punti A e B è circa 150 km (vedi sezione schematica sotto).
In grigio è evidenziato la posizione del lago.
 

 

Fino agli anni '90 la presenza di laghi al di sotto della calotta fu considerata quasi una semplice curiosità. Successivamente, i dati radar-altimetrici forniti da misure satellitari ERS-1 consentirono di ottenere con accuratezza decimetrica la topografia della superficie della calotta; furono localizzate alcune aree anomale, piatte e relativamente ristrette; tra queste quella individuata nei pressi della Stazione di Vostok aveva confini che coincidevano con le posizioni del lago subglaciale individuato nei profili radar degli anni '70.

 

Profilo radar e sezion schematica

 

  Profilo radar e sezione schematica della calotta est-antartica in prossimità del Lago Vostok.  

 

Aggiungendo alle indagini radar le analisi della morfologia della superficie glaciale, la ricerca dei laghi si intensificò e si estese a tutto il territorio antartico. Le dimensioni del Lago Vostok, desunte dalle analisi di superficie, sono approssimativamente le seguenti:

  • 240 km di lunghezza
  • 50 km di massima larghezza
  • 12000 km2 di estensione (pari alla superficie della regione Campania)


Nei primi anni '90 vennero ulteriori conferme sull'esistenza del Lago Vostok. La perforazione della calotta, condotta presso la stazione russa, è stata fermata alla profondità di 3623 m, all'incirca a 120 m al di sopra della superficie del lago. L'analisi del ghiaccio ha evidenziato che a partire da quella profondità il ghiaccio cambia nettamente natura: non è più ghiaccio di calotta ma ghiaccio di ricongelamento. La formazione di ghiaccio di rigelo può essere giustificata solo dall'esistenza di un consistente corpo d'acqua alla base della calotta, regolato da un complesso meccanismo di circolazione interna ed interessato da fenomeni di scioglimento e di ricongelamento basale. Inoltre, una reinterpretazione di alcuni profili sismici eseguiti dai sovietici negli anni '60 ha fornito una prima valutazione dello spessore dell'acqua del lago, che può raggiungere i 500-600 m di profondità, e indicato la presenza di un notevole spessore di sedimenti lacustri.

Questi ultimi dati hanno fatto crescere l'interesse verso lo studio dei laghi subglaciali ed in particolare quello di Vostok, poiché la sua estensione, la sua profondità e la circolazione interna dell'acqua hanno suggerito la possibilità che, al suo interno, possano essere presenti forme di vita. Il Lago Vostok sarebbe quindi sede di un ecosistema del tutto sconosciuto, in condizioni di:

  • alte pressioni (circa 350 atmosfere);
  • basse temperature (intorno a 1-2 gradi sotto lo 0°C);
  • assenza di luce; e
  • isolamento dalla biosfera terrestre da almeno un milione di anni.

 

Nel luglio 2000 è stato formato un gruppo di specialisti dello Scientific Committee on Antarctic Research (SCAR) che ha il compito di stimolare e coordinare le ricerche sui laghi subglaciali e cha ha indicato le linee guida e gli obiettivi principali di ricerca ( http://www.scar.org/organise/Specialist/antarcticlakes.htm , http://salegos-scar.montana.edu/ ).

 

Laghi subglaciali in Antartide

  Posizione di alcuni laghi subglaciali in Antartide.  

 


  

 

Contatta un esperto per ulteriori informazioni: Ignazio Tabacco , Università di Milano.