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Nel 1959 è stato sottoscritto un fondamentale accordo
fra molte nazioni, il Trattato Antartico.
L'Italia lo ha ratificato nel 1981 e dal 1985 il nostro Paese svolge attività
di ricerca nel continente antartico, grazie al Programma Nazionale di
Ricerche in Antartide (PNRA).
Da quella data numerosi e diversificati gruppi scientifici italiani hanno
impostato e condotto studi e progetti di ricerca di base e applicata nei
più diversi campi delle scienze: dalla geologia all'ecologia marina,
dalla glaciologia alla robotica e telescienza ed altri ancora.
Lo svolgimento delle ricerche ha consentito di raccogliere campioni e
reperti e di allestire importanti collezioni biologiche, glaciologiche,
geologiche, mineralogiche e paleontologiche. La valorizzazione di queste
collezioni e, soprattutto, la diffusione e divulgazione delle problematiche
affrontate dalla ricerca italiana in Antartide hanno portato all'istituzione
del Museo Nazionale dell'Antartide (decreto Ministro dell'Università
e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, 2 maggio 1996), dedicato a
Felice Ippolito, il grande scienziato recentemente scomparso.
Il Museo ha il compito della conservazione, dello studio
e della valorizzazione dei reperti acquisiti nel corso delle spedizioni
scientifiche e di ogni altra testimonianza relativa alla presenza italiana
in Antartide
Al Museo è, altresì, affidato il compito
di promuovere la diffusione dei risultati dell'attività scientifica
svolta in Antartide
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